Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  settembre 24 Mercoledì calendario

Livio Magnani esemplifica. Definisce povero chi abbia un reddito inferiore ai 30 milioni annui, cioè 2,5 milioni al mese

Livio Magnani esemplifica. Definisce povero chi abbia un reddito inferiore ai 30 milioni annui, cioè 2,5 milioni al mese. Costui ha diritto alla ”carta sociale”, valida per ottenere l’assegnazione di alloggi, fitti politici, tasse scolastiche scontate o nulle, asili gratuiti, mense popolari, spacci sociali, sconti ferroviari e sui trasporti urbani, medicine senza ticket, ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici senza spesa. Continua Magnani: «Supponiamo che tutti questi benefici abbiano un valore medio di 20 milioni annui a testa. Ebbene, chi denuncerà di non superare un reddito di 29 milioni annui godrà mediamente di redditi, compresi quelli figurativi, di 49 milioni annui, laddove chi non ottiene la carta sociale perché ha redditi superiori, anche di poco, ai 30 milioni e non vuole imbrogliare lo Stato, resterà inchiodato al suo reddito effettivo».