Stella Conte, la Repubblica, 26/09/1997, 26 settembre 1997
Perché ha deciso di parlare? ’La verità? I miei figli. Mi hanno guardato in faccia e mi hanno detto: non puoi farlo, non è giusto che qualcuno paghi al posto tuo
Perché ha deciso di parlare? ’La verità? I miei figli. Mi hanno guardato in faccia e mi hanno detto: non puoi farlo, non è giusto che qualcuno paghi al posto tuo. dura sa? Ricevere una lezione da loro. Patrizia Ceccarelli è indagata. Dovevo farlo. Io so che è una specie di suicidio, che dopo questa intervista arriveranno. Non è facile per me stare qui. Spiegare, essere creduto, dire le ragioni. Che poi, quando mi prenderanno, a loro delle motivazioni mie non gli importerà nulla... E poi il suo articolo finiva con la frase: ”operazione impiegati puliti”. Questo non è giusto. Io devo dire perché l’abbiamo fatto...”. Abbiamo? ’...perché l’ho fatto”. Quali sono queste ragioni? ’Sono cinque anni che facciamo questa attività...”. Facciamo? ’... che faccio questa attività. Io sono un orfano del Pci. Il mio mito era Berlinguer. Mia madre mi diceva: non avere mai tessere, ma ricordati che dietro quella bandiera rossa c’è la giustizia e la libertà. Un giorno, all’Inps scoprimmo che esistevano programmi che la Pubblica Amministrazione non aveva mai utilizzato. Programmi in grado di radiografare ogni singolo cittadino: si poteva sapere vita, morte e miracoli di tutti: le macchine, le case, le barche... tutto. Prendemmo contatti con ”Avvenimenti” e cominciammo a fare ricerche su alcuni nominativi: quelli più noti. Allora la domanda era: se la Pubblica Amministrazione ha questi programmi perché non li usa, ad esempio, per combattere l’evasione fiscale?”.