Francesco Sisci, Il Sole 24 ore, 19/09/1997, 19 settembre 1997
La Rivoluzione Culturale voleva che tutti fossero uguali. Ma allora perché la gente voleva portare distintivi più grandi di quelli del vicino di casa, e provare di essere ”più rosso” di ogni altro? D’altro canto oggi i quarant’anni di egualitarismo non sono ancora scomparsi e l’ideologia comunista viene propagandata sui giornali ufficiali un giorno si è uno no
La Rivoluzione Culturale voleva che tutti fossero uguali. Ma allora perché la gente voleva portare distintivi più grandi di quelli del vicino di casa, e provare di essere ”più rosso” di ogni altro? D’altro canto oggi i quarant’anni di egualitarismo non sono ancora scomparsi e l’ideologia comunista viene propagandata sui giornali ufficiali un giorno si è uno no. La gente non è più abituata a grandi differenze sociali, e chi possiede un’auto privata deve fingere che appartiene all’azienda, altrimenti un vicino invidioso la graffierà. E il graffio è solo un aspetto della storia. L’altro coinvolge la corsa che si verifica oggi al possesso di beni di consumo, di frigoriferi, condizionatori d’aria, televisori... una corsa solo in parte giustificabile con il bisogno di migliorare le proprie condizioni di vita. Nel film Ermo il regista Zhou Xiaowen racconta la storia di una contadina che lavora quasi fino alla morte per mettere da parte i soldi per un televisore più grande del vicino.