Orio Caldiron, Il Mattino, 20/08/1997, 20 agosto 1997
Le riprese del film cominciano a Cinecittà il 16 settembre 1940. Totò è Agostino, un portinaio napoletano che fa anche il ciabattino, particolarmente devoto del santo del titolo
Le riprese del film cominciano a Cinecittà il 16 settembre 1940. Totò è Agostino, un portinaio napoletano che fa anche il ciabattino, particolarmente devoto del santo del titolo. ancora filiforme, il volto magro e scavato, l’aria svagata e apparentemente innocente, ma lancia già le sue sguardate oblique e maliziose, sfoga una cattiveria sadicamente persecutoria sulla moglie bisbetica e sugli inquilini sospettati di succhiarsi l’olio santo. Quando mangia si esibisce nello spettacolo della fame insaziabile che cerca di battere sul tempo la consuocera e la fantesca decise a sparecchiare. Zittisce il calzolaio sicuro demolendogli sistematicamente il paio di scarpe che è venuto a consegnare. Si capisce subito che Totò non è affatto buono. Anche se ha la lacrima facile, è prevaricatore, prepotente, vendicativo. Può fare il succube, il poveraccio tutto frustrazione e rassegnazione, ma si ha sempre il sospetto della presa in giro, della finzione compiaciuta. Basta leggere i suoi diari per rendersene conto appieno.