Claudio Sabelli Fioretti, 01/05/1997, 1 maggio 1997
Ma torniamo ai suoi fidanzati. Sempre avvolto nell’alone della leggenda salta fuori un bacio. Era l’autunno del 1984
Ma torniamo ai suoi fidanzati. Sempre avvolto nell’alone della leggenda salta fuori un bacio. Era l’autunno del 1984. L’Irene stava per laurearsi. Frequentava l’ambiente di ”Dialogo e Rinnovamento”, una rivista cattolica. Un timido e lieve bacio sulle labbra suggellò una soave amicizia allo stato nascente tra lei e un suo collega universitario. Tiberio Fusco. Di questo bacio si è parlato alla radio, si è scritto sui giornali, si è dibattuto. «La Pivetti tiene gli occhi aperti perfino quando bacia», sarebbe stato il commento del Casanova. Ma Fusco, che oggi scrive di spettacoli sul ”Giorno” e collabora con Piero Chiambretti, smentì e continua e smentire: «L’ho conosciuta in un luglio afoso di 13 anni fa. Era gentile. Ci siamo visti due volte. C’era anche sua sorella Veronica. La prima volta a casa sua. Mi dette due cassette di musica anni Sessanta. Gino Paoli, Mina. Ballammo. Le piaceva ballare il Cha cha cha della segretaria. La seconda volta siano andati al cinema, all’Obraz, a vedere un film di Wim Wenders. Poi ognuno se ne andò in vacanza. In autunno ci siamo rivisti. Una passeggiata al parco. Niente più». Questo bacio c’è stato o no? Tiberio Fusco è un galantuomo. Preferisce smentire, sapendo di mentire. Ma noi possiamo tranquillamente affermare che il bacetto c’è stato. Non è uno scoop da poco in un’esistenza totalmente riservata e misteriosa, nella quale non si riesce mai a stabilire se sono vere le informazioni e le chiacchiere oppure le smentite dell’Irene. Esempio. Domanda dell’intervistatore: «Lei ha avuto esperienze prematrimoniali?». Risposta: «Direi di no». Perché «direi»? Noi, rovistando vergognosamente nel suo passato, abbiamo scoperto che, quando era fidanzata con Taranta, le vacanze le passava in tenda con lui. Che cosa scegliamo: «Omnia munda mundis» o «l’occasione fa l’uomo ladro»? Il bravo cronista, scavando e riscavando, è riuscito a scoprire anche un altro bacio, un bacio intellettuale. Racconta Raffaella Brizzi che ha seguito Irene dalla scuola fino in Lega (oggi è candidata per An al consiglio comunale di Milano): «Irene aveva la mania dell’erudizione. Un giorno uscì con un mio amico. Gli fece la testa come un pallone con Dante. Per avere un bacetto il mio amico dovette dimostrare di sapere tutto sulla Divina Commedia».