Claudio Sabelli Fioretti, 01/05/1997, 1 maggio 1997
La storia sentimentale dell’Irene dopo la separazione è ancora più nebulosa di quella precedente
La storia sentimentale dell’Irene dopo la separazione è ancora più nebulosa di quella precedente. Strettissima castità, se diamo retta alle risicate dichiarazioni della diretta interessata. Ma l’ambiente pettegolo della Lega mal sopportava la puzza sotto il naso della ragazzina cattolica. «Non accettava scherzi, si arrabbiava alle battute pesanti, non veniva mai in pizzeria con noi», racconta Enzo Flego, oggi capo della Guardia Padana. E così la leggenda creava fidanzati. Da Bossi («ci prova con tutte, non può non averci provato anche con lei»), a Marano («sono stati beccati da una tv di notte in giro per Roma»), a Gipo Farassino. In Parlamento la situazione non migliorava. Irene non parlava con nessuno, spesso non salutava i colleghi. Radio Transatlantico tramanda l’episodio del giornalista che intervistandola le toccò un braccio: «Metta giù le mani e non mi tocchi», sembra abbia urlato lei facendo un balzo indietro. E allora via ai pettegolezzi. Lei nomina Alfio Marchini consigliere della Rai? Certo: ne è innamorata pazza. Alberto Farina lascia ”Il Giornale” per fare il suo portavoce? perché ha perso la testa per lei. C’è chi, come Sgarbi, sostiene perfino che si sono invaghiti di lei Paolo Flores D’Arcais (MicroMega) ed Eugenio Scalfari (’Repubblica”). La verità? Un episodio: un giorno Enrico Deaglio, conduttore di ”Milano Italia”, prende in giro Renato Farina, allora suo collaboratore, «Renatino, tu con la Pivetti...». Renatino arrossisce come un peperone e ammette: «Niente di speciale, solo qualche bacino».