Franco Pantarelli, La Stampa, 30/09/1997, 30 settembre 1997
Stacy Hanna, 18 anni, da poco trasferitasi a Richmond, capitale della Virginia, dalla piccola città di Lynchburg
Stacy Hanna, 18 anni, da poco trasferitasi a Richmond, capitale della Virginia, dalla piccola città di Lynchburg. Trovato lavoro come cameriera, viene ospitata nella loro casa da Damica Winckler, Tracy Bitner, Kelly Ann Tibbs e Stephanie Cull, sue coetanee, tutte lesbiche ed impegnate nelle battaglie per i diritti degli omosessuali. Anche Stacy si scopre lesbica e interferisce perciò nell’amore tra Kelly Ann Tibbs e Tracy Bitner. Per punirla le quattro la invitano una sera a fare un po’ di baldoria. Salgono tutte sull’utilitaria di Stephanie Cull, comprano birra e la vanno a bere in luoghi appartati. Arrivate vicino all’aereoporto, le altre pestano l’importuna e la chiudono nel portabagagli. Quando lei si sveglia urlante fermano l’auto e la picchiano di nuovo usando anche un rasoio ed una cinta. La cosa si ripete più volte ed arrivate vicino ad uno stagno le quattro la finiscono a colpi di pietra. Damica Winckler e Tracy Bitner, una bianca ed una nera, rischiano la sedia elettrica perché riconosciute leader del gruppo. La Winckler ai poliziotti ha detto: «Ci sono casi in cui qualcuno deve morire e questo era uno di quei casi». Se le due diciottenni verranno condannate sarà la prima volta dal 1912 che lo stato della Virginia ucciderà una donna. In quell’anno fu condannata a morte Virginia Christian, una ragazza nera che aveva ucciso la sua padrona bianca. Venne giustiziata a 17 anni nel giorno del suo compleanno.