Luca Rossi, Marie Claire, 20/09/1997, 20 settembre 1997
Avevo cominciato in Italia, così, per caso. Una manchette del ”Corriere della Sera”, più di dieci anni fa
Avevo cominciato in Italia, così, per caso. Una manchette del ”Corriere della Sera”, più di dieci anni fa. Diceva che le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità erano cambiate. Da sessanta milioni di casi di Aids previsti nel mondo per il 1992 erano scese a sei milioni. Un decimo. Un errore impensabile, irriverente. Avevo continuato in maniera artigianale una ricerca al computer. Era straordinario. Come se i giornali ogni anno dimenticassero tutto. Ignoravano ciò che avevano scritto l’anno prima e ripartivano da zero mantenendo inalterati i titoli, i commenti, le opinioni. A volte, la scadenza era anche più rapida: dimenticavano dopo sei mesi, dopo tre, dopo uno. Era sempre una tragedia, una catastrofe, era sempre la peste. Scrivevano che i casi di Aids sarebbero raddoppiati ogni tre mesi (’Il Giorno”, 22/7/86): se fosse stato vero, nell’89 avremmo avuto un milione e mezzo di casi, invece di tremila, ed entro il ’90 l’intera popolazione italiana sarebbe stata annientata. Nel momento in cui la velocità di diffusione della malattia si dimezzava, sostenevano che raddoppiasse, che assumesse un modello esponenziale (’La Repubblica”, 27/1/88): prevedevano, insieme con l’Istituto Superiore di Sanità e il professor Aiuti, 26mila casi per il ’90 (’La Repubblica”, 28/9/88). In realtà, quell’anno furono novemila. Un terzo.