Luca Rossi, Marie Claire, 20/09/1997, 20 settembre 1997
Non è mai stato vero. Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo che sottopone obbligatoriamente tutti i militari e tutte le partorienti al testo per l’HIV: hanno quindi un campione di massa significativo
Non è mai stato vero. Gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo che sottopone obbligatoriamente tutti i militari e tutte le partorienti al testo per l’HIV: hanno quindi un campione di massa significativo. Bene. Quello che il campione dice è: dal 1985, anno in cui il test Elisa è stato disponibile, il numero dei sieropositivi non è mai aumentato. rimasto costante, o addirittura diminuito. Dicevano: sono un milione e mezzo. Poi, un milione. Oggi dicono: settecentocinquantamila. In ogni caso, non c’è stata alcuna crescita. L’incidenza del virus tra le partorienti è rimasta costante: le sieropositive sono sempre state soltanto lo 0.17 per cento sul totale delle donne americane. Per una malattia che si vorrebbe infettiva e a trasmissione sessuale, «anche un solo contatto può essere fatale», è un andamento del tutto improbabile, anche perché ciò che si chiama prevenzione, e che in definitiva è l’uso del preservativo, in questo caso non può aver avuto alcun ruolo. Le campagne d’informazione sono successive all’ 85, e nella migliore delle ipotesi potrebbero aver avuto un impatto a partire dalla fine degli anni ’80. Ma il numero dei sieropositivi è rimasto stabile, anche negli anni precedenti. E non solo. Gli effetti dell’uso del preservativo, ammesso che sia mai stato di qualche rilevanza, non si possono riferire a questo periodo per una ragione ancora più semplice. La sifilide in quegli anni ha continuato ad aumentare e ha raggiunto il picco massimo nella storia degli Stati Uniti nel ’90. Dunque: o si pensa che il preservativo misteriosamente riesca a fermare l’HIV, ma non la sifilide, oppure la spiegazione è un’altra.