Luca Rossi, Marie Claire, 20/09/1997, 20 settembre 1997
Poi: gli eterosessuali. Bisognerebbe sapere alcune cose, a partire dalla definizione, dal lessico. Nel linguaggio dell’Aids, eterosessuale non è chi ha rapporti con il sesso opposto
Poi: gli eterosessuali. Bisognerebbe sapere alcune cose, a partire dalla definizione, dal lessico. Nel linguaggio dell’Aids, eterosessuale non è chi ha rapporti con il sesso opposto. chi sa, chi ricorda, chi può dimostrare di aver avuto rapporti con qualcuno di sesso opposto incluso in una categoria a rischio. Ovvero, con un sieropositivo, un bisessuale, un tossicodipendente, un emofiliaco e o un politrasfuso. Bisogna, tra tutti i partner di una vita, poterne identificare almeno uno che appartenga ad almeno uno di questi gruppi. Altrimenti non si è definiti eterosessuali. Si cade in un’altra categoria, i no identified risk. Rischio non identificato. Non è una differenza da poco. Semplicemente, perché la grande maggioranza della popolazione non ha rapporti con i gruppi a rischio. E in molti casi, se anche li avesse avuti, potrebbe non saperlo. Di conseguenza, la grande maggioranza della popolazione non cade nella categoria eterosessuali, ma nei no identified risk.