Luca Rossi, Marie Claire, 20/09/1997, 20 settembre 1997
«Vuole dire che possiamo affermare con sicurezza che, almeno fino alla fine del ’92, le persone che hanno contratto l’Aids fuori dai gruppi a rischio sono soltanto 584 in tutti gli Stati Uniti?»
«Vuole dire che possiamo affermare con sicurezza che, almeno fino alla fine del ’92, le persone che hanno contratto l’Aids fuori dai gruppi a rischio sono soltanto 584 in tutti gli Stati Uniti?». «Sì, certo». Detto così può sembrare troppo facile, troppo superficiale. Cinico, magari. Tutto questo, che non è molto ma nemmeno è poco, è solo l’inizio di un viaggio, di un’ossessione. Viste così, sono solo parole. Ma per avere un’idea di quello che costano, di quello che significano, ognuna di loro andrebbe moltiplicata per i milioni di dollari già spesi e di quelli ancora da spendere, per gli sguardi incrociati dell’ultimo assistente con l’ultima segretaria dell’ultimo laboratorio di ricerca, e poi ancora per tutti quelli come loro, per i miliardi di righe di computer, di bit, di pixel azzurri portati in potenza di dieci dai caratteri tipografici d’inchiostro e di offset di un giornale, di tutti i giornali che in un solo momento vengono pubblicati, scritti, venduti: per i numeri di telefono composti da ansiosi giornalisti, gli squilli, le risposte delle addette stampa, e poi per i prelievi dei donatori di sangue, i capannoni, gli scaffali; le celle refrigerate con le borse di plastica del plasma, per tutti quelli che lo comprano e lo vendono; per i manifesti nelle metropolitane, gli annunci a pagamento, per ogni secondo di ogni spot televisivo; e tutto questo andrebbe raccolto, calcolato, e il numero stampato e diviso per tutti i preservativi usati in una bath-house al sabato sera, per ogni orgasmo ascoltato di là dai muri di cartone di un motel, per ogni sbuffo di crack, ogni sniffata di popper, e per tutte le gocce di sangue in fondo a tutte le siringhe gettate; e tutto questo andrebbe ancora preso, manipolato, sommato al fiato delle coscienze dei predicatori, alle raccomandazioni, agli appelli dei presentatori televisivi, agli attimi bui, inebrianti e perduti, che tutti abbiamo provato la prima volta che abbiamo visto, sentito, sfiorato davvero con le dita dell’anima l’idea che ci avevano dato di quello che chiamiamo peccato: e questo, tutto questo, forse potrebbe iniziare a rendere l’idea. Ma questo è un articolo. Ha uno spazio, un tempo d’attenzione fisso. solo l’inizio. E anche così non basta. C’è ancora tutto da dire.