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 1997  agosto 25 Lunedì calendario

Totò, innamorato della figlia di uno scienziato disperso in Africa, si trova coinvolto in una spedizione alla sua ricerca, e arriva quasi a servire da pasto ai cannibali

Totò, innamorato della figlia di uno scienziato disperso in Africa, si trova coinvolto in una spedizione alla sua ricerca, e arriva quasi a servire da pasto ai cannibali. Ma tutto si risolve per il meglio. Il film è girato a Cinecittà nel teatro n.10 dove verdeggia una giungla finta. Sono veri invece i leoni, le iene, le scimmie, gli avvoltoi, i gufi reali e i serpenti tenuti a bada da Angelo Lombardi che diventerà più tardi il televisivo amico degli animali. Totò si deve destreggiare tra Cinecittà dove ogni giorno si sottopone a un lungo trucco, e sopporta le attese tra un’inquadratura e l’altra, e il Teatro «Valle» dove la sera, dopo un altro laborioso trucco, continua le repliche di Orlando curioso. C’è una foto di Totò scattata dal tedesco Eugenio Haas sul set di Due cuori tra le belve in cui il comico in giacca e cravatta tiene la testa leggermente piegata all’ingiù e lancia con i suoi grandi e allungati occhi da pupo una sguardata obliqua come potrebbe fare nel pronunciare la surreale espressione «a prescindere». All’occhiello della giacca porta il distintivo del partito fascista, la cosiddetta cimice. Ma questo non deve fare equivocare sulla sua fede politica. Il principe De Curtis, se è conservatore per blasone, non potrà mai andare d’accordo con l’arroganza del potere, con i «caporali», combattuti da lui per tutta la vita e soprattutto in questo periodo di occupazione nazista. Dal palcoscenico, complice Galdieri, lancia appena può chiari segnali di insubordinazione, ma è costretto, per il quieto vivere a cui tiene tanto, ad adeguarsi al costume del tempo.