Luigi Irdi, Sette, 09/10/1997, 9 ottobre 1997
Sgarbi, lei ha detto, dopo il terremoto di Assisi, «in fin dei conti c’è andata bene». «E lo credo
Sgarbi, lei ha detto, dopo il terremoto di Assisi, «in fin dei conti c’è andata bene». «E lo credo. Di Giotto e Cimabue potevano rimanere solo mucchietti di finissima polvere e invece i danni non sono poi così tragici. Ci si può metter mano e questo è il vero pericolo». Che vuol dire? «Che le vere minacce al patrimonio artistico nazionale non sono i terremoti». E quali allora? «Il restauro al primo posto. Poi pompieri che tirano giù una chiesetta del Quattrocento del Beato Giacomo a Isola. Poi l’abbandono generale. Anzi no, poveri pompieri, passiamoli al terzo posto. Poi tutto il resto, compresi i terremoti». (Vittorio Sgarbi intervistato da Luigi Irdi).