Luigi Irdi, Sette, 09/10/1997, 9 ottobre 1997
Torniamo ai disastri. «Il Molise, patria Antonio Di Pietro, è la regione più devastata. Ancora oggi le Sovrintendenze autorizzano rifacimenti selvaggi di pavimenti, di intonaci, scale in cemento armato come quella che a Termoli collega il centro storico a un garage
Torniamo ai disastri. «Il Molise, patria Antonio Di Pietro, è la regione più devastata. Ancora oggi le Sovrintendenze autorizzano rifacimenti selvaggi di pavimenti, di intonaci, scale in cemento armato come quella che a Termoli collega il centro storico a un garage. Non si può guardare. Abominevole. il regno del ”maestro del tetto sfalsato”, come lo chiamo io». Maestro del tetto sfalsato? «Sì, ci deve essere un geometra folle che disegna case dove non c’è mai uno spiovente dei tetti che coincide con l’altro. Un mistero. Uno schema che si ritrova in zone archeologiche, medievali, dappertutto. Invece di occuparsi di Forlani, Di Pietro avrebbe fatto del bene alla nazione se si fosse occupato di lui. Questo geometra è il grande interprete del conflitto tra il semplice restauro e il restauro architettonico». Spieghiamo al colto e all’inclita. «Confliggono l’esigenza del puro restauro da una parte e la scelta di testimoniare il nostro tempo dall’altra. Il recupero di monumenti secondo le regole originarie e la voglia di adeguarle alla civiltà contemporanea». (Vittorio Sgarbi a Luigi Irdi).