Gabriele Romagnoli, La Stampa, 24/09/1997, 24 settembre 1997
Ce ne sono cinque. Quella che va consegnata alla storia del diritto è la «Commissione cani». Trattasi di commissione paritetica: ne fanno parte due amanti dei cani e due di gusti contrari
Ce ne sono cinque. Quella che va consegnata alla storia del diritto è la «Commissione cani». Trattasi di commissione paritetica: ne fanno parte due amanti dei cani e due di gusti contrari. Essa delibera sul destino dei cani a Park Royal. Ci sono razze non ammesse: rottweiler, pastori tedeschi, pitbull, dobermann. stata da poco abrogata la regola che vietava di tenere cani più alti di 17 pollici, perché era finita perfino sul ”New York Time Magazine”, come esempio di follia legislativa (il settimanale faceva notare che uno yorkshire può fare, e di solito fa molto più chiasso di un San Bernardo). La commissione cani scheda tutti gli animali del palazzo: fototessera, nome, razza, peso, caratteristiche, generalità del veterinario, fedina penale dove compaiono gli eventuali reclami presentati contro quel cane e le sanzioni inflitte (multe fino a un massimo di 500 dollari per schiamazzi, aggressioni, risse). Inoltre la commissione delibera sui codici di comportamento dei cani all’interno del palazzo. La regola che merita di essere tramandata ai posteri è questa: «Qualora un inquilino sia in ascensore, la porta si apra a un piano intermedio e compaia un altro inquilino con cane, l’inquilino in ascensore può chiedere all’altro di attendere il prossimo passaggio». E chiudere le porte sul muso suo e del cane. La regola, spiegano, vuole impedire che qualcuno, vestito di scuro per l’ufficio o la serata, si trovi peli di cane attaccati al soprabito.