Salvatore Mannuzzu, l’Unit, 06/10/1997, 6 ottobre 1997
Quanti bambini spariscono al mondo? Il loro numero è un inganno. Bisognerebbe aver almeno un’idea del viso di ognuno: bisognerebbe provarsi a indovinarne la storia partendo da un lacerto di immagine confusa - legandolo a qualcosa che cova in fondo alla memoria
Quanti bambini spariscono al mondo? Il loro numero è un inganno. Bisognerebbe aver almeno un’idea del viso di ognuno: bisognerebbe provarsi a indovinarne la storia partendo da un lacerto di immagine confusa - legandolo a qualcosa che cova in fondo alla memoria. Bisognerebbe aprire carte geografiche e libri, imparare per esempio che all’uscita di Agen un ponte lungo 600 metri traversa la Garonna: cercar di vedere quel ponte con gli occhi d’una bambina. (E a ogni notizia di stragi aprire mappe d’Algeri e d’Algeria. Inseguire nomi di quartieri e borgate, soffermarsi su foto di facce di quelle parti là...). Sicché la busta di Campo dé Fiori è ancora qui, sul tavolo, a un refolo di scirocco. Icona azzurrina di tutto quel che nella vita si ama e scompare, nel suo mistero: d’ogni ricerca che poi dura tutta la restante vita, probabilmente vana.