Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  ottobre 06 Lunedì calendario

«Non godo di ottima salute». «Ho fatto di tutto per togliermi di scena». «Tento di sprogrammarmi»

«Non godo di ottima salute». «Ho fatto di tutto per togliermi di scena». «Tento di sprogrammarmi». «Mi sento dissipato, logorato»: molto risalto è stato attribuito a queste battute perentorie pronunciate da Carmelo Bene nel foyer del «Teatro Quirino», sede in cui da mercoledì verrà riproposto il ”suo” Adelchi di Alessandro Manzoni che sotto forma di concerto, con Elisabetta Pozzi nel ruolo di Ermengarda, attingerà in modo nuovo all’edizione scaligera dell’84. Pessimismi di un artista irrequieto che da un mese ha superato la soglia dei 60 anni? Impeto oratorio alle prese con un personaggio tragico come Adelchi che s’espone coscientemente alla morte mentre frana il regno longobardo? Incontriamo Bene in una pausa delle prove, e ne ricaviamo una conversazione franca, qualche amara polemica ma soprattutto un’umana lezione di dialettica, poco incline al clamore.