Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica, 06/10/1997, 6 ottobre 1997
Ci può dire qualcosa del ”Pinocchio” dal punto di vista della Fatina commissionatogli da Raidue, dell’ ”Invulnerabilità di Achille” con cui da poeta rivisiterà per lo Stabile dell’Abruzzo la ”Pentesilea” di Kleist, di un trattamento da ”Le roi s’amuse” di Hugo, del tutto-Leopardi di cui sta per occuparsi in vari brani di 5 o 20 minuti sempre per RaiDue? Come mai ora va d’accordo con istituzioni come l’Eti, come la Rai, gli Stabili? «Sono gli uomini delle istituzioni, gli uomini singoli, quelli con cui posso dialogare
Ci può dire qualcosa del ”Pinocchio” dal punto di vista della Fatina commissionatogli da Raidue, dell’ ”Invulnerabilità di Achille” con cui da poeta rivisiterà per lo Stabile dell’Abruzzo la ”Pentesilea” di Kleist, di un trattamento da ”Le roi s’amuse” di Hugo, del tutto-Leopardi di cui sta per occuparsi in vari brani di 5 o 20 minuti sempre per RaiDue? Come mai ora va d’accordo con istituzioni come l’Eti, come la Rai, gli Stabili? «Sono gli uomini delle istituzioni, gli uomini singoli, quelli con cui posso dialogare. Di fatto sento invece che regna il vuoto. Come avrebbe detto Pasolini, meglio parlare «in nome dei secoli oscuri». E meglio ancora sarebbe se, in questo vuoto, fossimo del tutto trascurati. Guai a sentirsi dire che si vuole applicare un discorso di qualità alla quantità. Prodezze anselmiche».