Il Sole-24 Ore, 10/10/1997., 10 ottobre 1997
Nel 1992 il giro d’affari del Monte di Pietà era di 500 miliardi, quest’anno taglierà il traguardo dei 2000 miliardi
Nel 1992 il giro d’affari del Monte di Pietà era di 500 miliardi, quest’anno taglierà il traguardo dei 2000 miliardi. Motivazione: il pubblico non si vergogna più e fa volentieri cassa con questo sistema. L’operazione è facile, basta un documento d’identità e il codice fiscale. I tassi praticati sono quelli di mercato: 14% per beni con un valore fino a 400 mila lire, 15,5% per i beni fino a venti milioni, 15% per quelli di valore compreso tra i venti e i sessanta milioni, 14% per i valori superiori. Gli istituti in attività sono una cinquantina in tutta Italia. Il primo venne aperto nel 1462. L’industria del pegno, sorvegliata dalla Banca d’Italia, é stata facilitata anche dalla legge che ha accomunato questa attività alle normali operazioni bancarie. Il personale del Monte di Pietà si dice capace di stimare qualsiasi oggetto, anche il più esclusivo.