Marcello Clarich, Il Sole 24 ore, 21/08/1996; Raffaello Masci, La Stampa, 21/08/1996; Luisa Grion, la Repubblica, 21/08/1996; Pietro Piovani, Il Messaggero, 22/08/1996., 21 agosto 1996
Sulla questione se i due milioni e passa di statalli possano o no avere un doppio lavoro, l’articolo 60 del Testo unico sugli impiegati civili dello Stato 10 gennaio 1957 n
Sulla questione se i due milioni e passa di statalli possano o no avere un doppio lavoro, l’articolo 60 del Testo unico sugli impiegati civili dello Stato 10 gennaio 1957 n. 3: «(L’impiegato) non può esercitare il commercio, l’industria, nè alcuna professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a scopo di lucro». Un decreto del ’93 rende la norma ancora più severa. Secondo gli ultimi dati i doppiolavoristi sono undici milioni, pari al 37 per cento della forza lavoro. Sul secondo lavoro non si pagano tasse: l’evasione di Iva, Irpef e contributi risulta pari a 60 mila miliardi. Settore dove la pratica è più diffusa: l’edilizia (più del 50 per cento), seguita dall’agricoltura (47%). Il ministro Bassanini vuole tuttavia scoprire soprattutto i doppiolavoristi dello Stato. A marzo sono stati stanziati duecento miliardi per le mense e l’introduzione dell’orario spezzato, che sarebbe un colpo durissimo al doppio lavoro. Quelli della Dirstat (sindacato dei dirigenti pubblici) dicono che allora andrebbero casomai colpiti prima i grandi privilegi degli impiegati di banca d’Italia, Camera, Senato e Presidenza del Consiglio. La Cgil (Paolo Nerozzi) sta con Bassassini e loda anche l’operato del suo predecessore Urbani (Forza Italia).