Gianni Pennacchi, il Giornale, 25/08/1996, 25 agosto 1996
Stipendio della nuova Autorità sulle Telecomunicazioni: 400 milioni l’anno (più di Scalfaro). Degli otto commissari che l’affiancheranno: 320 milioni l’anno
Stipendio della nuova Autorità sulle Telecomunicazioni: 400 milioni l’anno (più di Scalfaro). Degli otto commissari che l’affiancheranno: 320 milioni l’anno. Per i 260 dipendenti, previsti a ruolo, è stabilita una retribuzione media di 133 milioni l’anno (il costo medio di uno statale è di 50 milioni l’anno). Compensi per i dieci consulenti: 200 milioni l’anno. Per le 30 unità di personale comandato fuori ruolo dall’amministrazione statale (20) e da altri enti (10): 50 milioni a testa. Per auto blu e spese varie di funzionamento sono stati stanziati due miliardi e 990 milioni. In tutto si tratta di 52 miliardi, 47 dei quali destinati agli stipendi. La Guardia di Finanza, prevista per gli accertamenti, presterà la sua opera gratuitamente. Gli emolumenti sono stati calcolati per analogia con l’Antitrust di Giuliano Amato. Una minoranza di commissari sarà indicata dall’opposizione.