Piero Bianucci, La Stampa, 27/08/1996, 27 agosto 1996
A proposito delle polemiche relative al nuovo regime fiscale del diritto d’autore (esenzione del 20% ma solo sui primi cento milioni), Piero Bianucci sulla "Stampa" propone di abolire senz’altro il diritto d’autore dato che certamente «Omero, Platone e Lucrezio, ma anche Dante, Petrarca e Boccaccio non erano iscritti alla Siae
A proposito delle polemiche relative al nuovo regime fiscale del diritto d’autore (esenzione del 20% ma solo sui primi cento milioni), Piero Bianucci sulla "Stampa" propone di abolire senz’altro il diritto d’autore dato che certamente «Omero, Platone e Lucrezio, ma anche Dante, Petrarca e Boccaccio non erano iscritti alla Siae. Non scrivevano per la percentuale, ma perché sentivano il bisogno di dire qualcosa. Le loro opere nascevano e vivevano come patrimonio di tutti. Per campare, quei signori facevano altri lavori. Storici come Febvre e Goldschmidt hanno chiarito che il concetto di proprietà letteraria compare solo in tempi recenti. La prima norma sul diritto d’autore è del 1709 e della pragmatica Inghilterra, in Francia ci si arriva nel 1793, in Germania nel 1893, la Convenzione internazionale di Berna sul copyright è del 1886. Ancora nel Settecento quegli autori che cominciavano a percepire dagli editori denaro in cambio delle loro parole e delle loro idee, se ne vergognavano, e cercavano di passare alla cassa il più possibile di nascosto. Molti, addirittura, si batterono pubblicamente contro la riduzione della parola a merce. Voltaire si scagliò contro quella "sciagurata specie che scrive per vivere". Paradosso per paradosso, immaginiamo per un attimo che i diritti d’autore vengano aboliti e passiamo mentalmente in rivista gli autori che abbiamo visto negli ultimi anni in cima alle classifiche di vendita dei libri: quanti di essi scriverebbero ancora di cuori, di seta, di formiche incazzate, di sociologia dell’innamoramento, di fili neri e di filosofia greca? Viceversa, qualcuno pensa che Omero - ma anche Gadda, Fenoglio, Primo Levi - in assenza di diritti d’autore avrebbero rinunciato a raccontarci pasticciacci, partigiani e lager?ª