Giuseppe Josca, Corriere della Sera, 09/09/1996, 9 settembre 1996
A novembre la Celestis, una società texana, manderà in orbita una trentina di capsule, grandi come un astuccio di rossetto, contenenti ceneri di defunti, per l’esattezza sette grammi di ceneri di defunti sui due o tre chili prodotti da una cremazione
A novembre la Celestis, una società texana, manderà in orbita una trentina di capsule, grandi come un astuccio di rossetto, contenenti ceneri di defunti, per l’esattezza sette grammi di ceneri di defunti sui due o tre chili prodotti da una cremazione. Alcuni fra i nomi degli estinti sono famosi: Timothi Leary, Gene Roddenberry (creatore di Star Trek), soprattutto Donald Stayton, un astronauta che per primo aveva avuto l’idea di una ditta di pompe funebri che permettesse un funerale spaziale e che in vita non era riuscito a realizzarla per l’opposizione della Nasa («ci sono già troppi oggetti che girano lassù») e per la legge che prescrive sei ettari di terreno per qualunque cimitero. Stayton aveva pensato di mandar su tutti e tre i chili di ceneri in contenitori di materiale luminescente caricati a diecimila per volta su un razzo che avrebbe girato per un certo periodo intorno al pianeta e poi, sulla via del ritorno, si sarebbe disintegrato disperdendo nell’atmosfera centinaia di stelle filanti. Pensava di farsi pagare 4.800 dollari a contenitore, cioé sette milioni e mezzo di lire, qualcosa come 75 miliardi a razzo. Il nuovo progetto è più modesto, una trentina di urne al colpo, e anche molto piccole. Ma l’effetto stelle filanti, promettono Chan Tysor e Gary Gartner, i nuovi soci dell’impresa, sarà garantito lo stesso.