Nestore Morosini, Corriere della Sera, 03/09/1996; La Stampa, 12/09/1996., 3 settembre 1996
Il fratello di Schumacher, Ralf, correrà presto per la Jordan, senza ricevere alcun compenso, ma, anzi, versando di tasca propria sei miliardi
Il fratello di Schumacher, Ralf, correrà presto per la Jordan, senza ricevere alcun compenso, ma, anzi, versando di tasca propria sei miliardi. Non è un caso isolato: Diniz (Ligier) sborsa 16 miliardi, Rosset (Twr) 5, Lamy (Minardi) 2 miliardi, Lavaggi (idem) 500 milioni. Costoro, tuttavia, pagano di tasca propria per modo di dire: c’è sempre uno sponsor alle loro spalle e le case automobilistiche li fanno sedere sulle monoposto solo grazie a questo. A Cesare Fiorio, direttore sportivo della Ligier, il sistema non piace perché suppone che chi corre pagando non sia troppo forte: «Trovandosi senza avversari, drivers come Michael Schumacher e Alesi vanno lontano». Minardi ha replicato che non c’è altro modo per cominciare e anche Senna, all’inizio, se pure non pagò per gareggiare trovò senz’altro qualcuno disposto a pagare per lui (magari la famiglia).