Viviano Domenici, Corriere della Sera, 11/07/1996, 11 luglio 1996
Tra le molte scritture Inca, quella dei quipu, testi fatti di cordicelle di lana piene di nodi, decrittati infine da Clara Miccinelli
Tra le molte scritture Inca, quella dei quipu, testi fatti di cordicelle di lana piene di nodi, decrittati infine da Clara Miccinelli. Funzionava così: in cima alla cordicella si legava un simbolo che rimandava a una parola guida e il numero di nodi sottostante indicava quale sillaba della parola bisognava scegliere. Per esempio, per scrivere con questo metodo in italiano la parola "amore" si potrebbero far pendere da un bastoncino tre cordicelle mettendo in testa alla prima l’immagine di un’ala con un solo nodo (prima sillaba, "a"), in testa alla seconda l’immagine di un comodino con due nodi (la seconda sillaba, "mo"), in testa alla seconda l’immagine di un motore con tre nodi (terza sillaba, "re"). Gli spagnoli e i preti bruciarono le migliaia di cordicelle di cui erano piene le biblioteche degli Inca, costoro raccolsero i pochi "libri" rimasti in casse d’oro che poi affondarono nel lago Titicaca per metterle al sicuro.