I. B., il Giornale, 03/10/1996; Raul Wittenberg, l’Unit, 03/10/1996, 3 ottobre 1996
Ex dipendenti dello Stato e degli enti locali che hanno meno di cinquant’anni e ricevono ciononostante la pensione: 180 mila
Ex dipendenti dello Stato e degli enti locali che hanno meno di cinquant’anni e ricevono ciononostante la pensione: 180 mila. Costo per il governo: tremila e 360 miliardi l’anno. Un quarantenne, in media, prende ogni anno, fra pensione e indennità integrativa, 17 milioni e 111 mila lire. Un cinquantenne 22 milioni e 233 mila lire. Gli ex dipendenti pubblici percepiscono la ”pensione di anzianità” (quella che si ottiene prima di aver raggiunto l’età pensionabile) sono 742.000. I medesimi, ma del settore privato; sono un milione e 225.000. Questo numero comprende i lavoratori autonomi. Lo Stato sborsa per loro 48 mila miliardi l’anno. Il governo, con la Finanziaria, voleva tagliare in questo settore duemila miliardi e non ha potuto per la nota opposizione esercitata da Bertinotti. Tuttavia nel Bilancio per il ’97 è stato introdotto il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro. Un decreto del governo ha poi stabilito che, dal primo ottobre scorso, tutti quelli che si collocano in pensione d’anzianità non possono più lavorare a tempo pieno. I lavoratori dipendenti possono scegliere di restare a part-time ma con metà pensione e a condizione che l’azienda assuma un disoccupato per l’altra metà del tempo. Il discorso vale anche per il lavoratore autonomo: in questo caso sarà lui stesso ad assumere un giovane.