Corriere della Sera, 29/09/1996, 29 settembre 1996
«Sotto il sole pende ancora in Piazza Adriana a Kabul il cadavere di Najibullah, il "senza Dio". E’ sfigurato dal colpo di pistola che l’ha ucciso e dalla macabra corsa che gli "studenti del Corano" hanno fatto fare al suo corpo: attaccato al gancio di una jeep
«Sotto il sole pende ancora in Piazza Adriana a Kabul il cadavere di Najibullah, il "senza Dio". E’ sfigurato dal colpo di pistola che l’ha ucciso e dalla macabra corsa che gli "studenti del Corano" hanno fatto fare al suo corpo: attaccato al gancio di una jeep. Due giorni dopo la conquista della capitale afghana la sharia, la legge islamica, tiene davanti agli occhi di tutti questa macabra bandiera. Ormai in decomposizione. La battaglia con il presidente detronizzato Rabbani prosegue a nord. Scambi di artiglieria e colonne di mezzi militari sono stati segnalati durante tutta la mattinata, poi, secondo gli osservatori delle Nazioni Unite rimasti a Kabul, il silenzio. Due sono le aree di scontri più aspri tra l’esercito dei Talebani e quello dei lealisti: la base aerea di Baghram, a nord della città, e Jabalus-Sharaj, all’ingresso della valle di Panshir. Fonti dei Talebani hanno detto che stanno studiando la possibilità di far tornare in patria l’ex re Zahir Shah, in esilio a Roma dal 1973. Ieri altri due "traditori infedeli" sono stati "giudicati e puniti". Erano "collaboratori" dell’ex presidente filo-sovietico Mohammad Najibullah. I giovani conquistatori, allevati nelle scuole coraniche dei campi profughi durante il periodo di occupazione sovietica, non ammettono (ufficialmente) sbagli. Il Corano va seguito alla lettera, ma essendo pressoché analfabeti devono seguire alla lettera quel che racconta loro Mohammed Umar. Il capo fondatore è venerato come un nuovo profeta, Umar ha sempre ragione e i suoi ordini garantiscono la vita eterna. Oltre ad armi moderne, divise e vitto eccellente. Ieri Maggie O’Kane del quotidian "The Guardian", ha denunciato la doppiezza della politica dei Talebani. "Potenti interessi - scrive la giornalista - volevano la stabilità della regione". "Il problema ora è che sia il Pakistan sia gli Usa stanno capendo che gli "studenti" di Umar non possono essere più controllati". La carota dei finanziamenti non funziona più perché, spiega O’Kane, ora i Talebani hanno l’eroina. Ufficialmente, seguendo l’insegnamento del Profeta, i Talebani proibiscono qualsiasi droga. Arrivano ad uccidere chi fuma hashish, ma secondo le testimonianze raccolte dal "Guardian" non hanno esitato a diventare essi stessi i più grandi spacciatori del mondo. "L’Afghanistan fornisce almeno metà dell’eroina che circola sul mercato internazionale. L’agenzia dell’Onu per l’alimentazione (World Food Programme) spiega che l’Afghanistan rischia la carestia perché troppe terre sono state seminate a papaveri per eroina invece che a grano. Il solo commercio di droga con l’Europa procura 50 milioni di dollari l’anno". Il dieci per cento finisce direttamente nelle casse del venerato leader Mohammed Umar».