Roberto Petrini, Gianfranco Modolo, la Repubblica, 09/10/1996;, 9 ottobre 1996
La bilancia commerciale (cioè il saldo tra esportazioni e importazioni) è fortemente attiva, a fine anno dovrebbe superare i 60 mila miliardi, nei primi sette mesi è stata di 40
La bilancia commerciale (cioè il saldo tra esportazioni e importazioni) è fortemente attiva, a fine anno dovrebbe superare i 60 mila miliardi, nei primi sette mesi è stata di 40.526 miliardi. E’ un dato postitivo solo in parte: le esportazioni sono a un buon livello, ma le importazioni sono scese dell’1,6%, conseguenza della crisi economica del paese. Infatti nei primi sei mesi dell’anno i consumi degli italiani (900 mila miliardi l’anno) sono rimasti mediamente fermi, quelli alimentari sono calati del 2,4% , i prezzi delle case sono scesi del 3% (aggravando la crisi dell’edilizia), il mercato delle auto ha perso il 4% e forse solo l’abbigliamento porterà un piccolo incremento dell’1%, però dopo tre anni di magra e perdite complessive del 7% (dati Centromarca, Octa e Prometeia). In compenso il rapporto tra la bilancia commerciale e il Pil è tra i migliori del mondo industrializzato: i nostri 60mila miliardi valgono il 3,3 per cento del pil, mentre gli 80mila miliardi di lire tedeschi corrispondono a un rapporto del 2,8 per cento. La Francia ha un attivo dell’1,2 per cento del pil pari a 30mila miliardi di lire. Il Giappone ha un surplus del 2 per cento, pari a 120 mila miliardi di lire.