Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  ottobre 05 Sabato calendario

Baby pensionata? «Si, e felice di esserlo». Ermanna Cossio è una tranquilla signora della provincia friulana, che ha da poco superato gli "anta", con un marito dal cognome che sembra uno spazolino (Dentesan) e tre belle figlie di nome Vania, Silvia ed Elisa

Baby pensionata? «Si, e felice di esserlo». Ermanna Cossio è una tranquilla signora della provincia friulana, che ha da poco superato gli "anta", con un marito dal cognome che sembra uno spazolino (Dentesan) e tre belle figlie di nome Vania, Silvia ed Elisa. Collabora con il signor Giorgio, il consorte, in un’azienda agricola di Terenzano Pozzuolo, in provincia di Udine, e fa una tranquillissima vita di paese. Con una particolarità. Sì, la signora Ermanna ha un record: è la baby pensionata più baby d’Italia. Andò in pensione tredici anni fa, ad appena 29 anni. Giudicate voi se si tratta di un primato positivo o negativo. Quel che è certo è che la signora Ermanna lo ha conquistato sgominando una schiera di pensionate attorno ai trent’anni che le contendevano la leadership. Era l’anno di grazia 1983. Una stagione-boom per le pensioni in calzoni corti, l’ultimo della cuccagna. I giornali inscenarono un’autentica caccai alla pensionata giovane e (perché no) aitante La prima a salire agli altari della cronaca fu la genovese Rosanna De Luca. Trentaquattrenne ex dipendente dell’Università cittadina. Poi fu la volta di Anna Chcchelani, anch’essa genovese, 32 anni e un assegno firmato Inps ogni mese in tasca. Lei, però, l’Ermanna, le stracciò tute, Quando entroò nel libro-paga dell’Inps aveva meno di trent’anni. Dappirma commessa in un apnaetteria, poi bidella di una scuola del suo paese. L’Ermanna appese grembuiule e gessetti al chiodo e iniziò a godersi la sua rendita mensile, che adesso ammonta a qualcosa più di un milione. Fatti due conti, si scopre che da allora la signora Ermanna dovrebbe aver incamerato dall’Inps almeno 150 milioni. Messi in banca, fanno proprio un bel gruzzoletto. Il tutto all’età in cui molti giovani sono ancora in cerca della prima occupazione. Andate a parlare a un ventinovenne disoccupato, magari con tanto di laurea, di pensione. vi guarderà come gli aveste nominato Babbo Natale. O l’Araba Fenice. Ma di questo, si capisce, la signora Ermanna non ha colpa. Al telefono anzi appare quasi mortificata, pure a tredici anni di distanza da quello ch