Corriere della Sera, 06/10/1996, 6 ottobre 1996
I talebani hanno impiccato Najibullah quando era già morto, non si sa se ucciso al termine di una colluttazione oppure in seguito a una vera e propria esecuzione
I talebani hanno impiccato Najibullah quando era già morto, non si sa se ucciso al termine di una colluttazione oppure in seguito a una vera e propria esecuzione. L’uomo aveva presieduto l’Afghanistan al tempo dell’invasione sovietica ed era sostenuto da Mosca. Cambiata la situazione (1992) s’era rifugiato negli uffici dell’Onu e lì era rimasto per quattro anni , traducendo "Il grande gioco" di Kipling e dicendo in giro che, quando la sua traduzione sarebbe stata pubblicata, gli afghani avrebbero finalmente capito la guerra fredda tra gli inglesi e i russi nel secolo scorso e, con questo, i fondamenti della loro stessa storia. Studiava l’inglese, s’era fatto montare un sacco da pugliato e si allenava ogni giorno a dargli pugni. Nuotava in piscina di notte per timore dei cecchini. Un tempo lo chiamavano "il bue", nomignolo senza senso adesso che aveva perso 40 chili. Benché terrorizzato dalla morte, il 27 settembre è rimasto al suo posto, senza segure guardie del corpo e mujaeddin che, all’arrivo dei talebani, erano fuggiti. Due ore dopo gli "studenti del Corano" hanno bussato alla sua porta, lo hanno preso e portato nel loro quartier generale dove, in un modo o nell’altro, è finito con una pallottola in testa.