Tito Sansa, Aldo Rizzo, Ferdinando Camon, Fernando Mezzetti, La Stampa, 14-15-16/10/1996; Paolo Soldini, l’Unit, 14/10/1996; Alessandro Marzo Magno, Il Giornale, 13-14/10/1996; Andrea Tarquni, la Repubblica, 14/10/1996; Paolo Valentino, Barbara Stefanell, 16 ottobre 1996
Il vincitore delle elezioni austriache per il Parlamento europeo dell’altra settimana è Joerg Haider, 46 anni, sposato e padre di una studentessa, laureato in giurisprudenza (tesi di diritto pubblico)
Il vincitore delle elezioni austriache per il Parlamento europeo dell’altra settimana è Joerg Haider, 46 anni, sposato e padre di una studentessa, laureato in giurisprudenza (tesi di diritto pubblico). Ha cominciato giovanissimo a far politica nel partito liberale determinandone poi la scissione a destra (in realtà uscì dall’Internazionale liberale prima di esserne cacciato su iniziativa dell’allora presidente Giovanni Malagodi). Il padre era un funzionario nazionalsocialista. Haider ha un "feudo" in Carinzia e vive in una misteriosa villa che nessuno ha mai visto e che suo zio comprò per quattro soldi a una signora ebrea italiana costretta a disfarsene per pagare una speciale tassa antisemita. Sono note le sue frequentazioni con ambienti dell’estremismo di destra: immortalato in un video a fianco di noti leader neonazisti, qualche settinana prima delle elezioni è andato al raduno dei veterani delle SS a Klagenfurt. Lo hanno anche accusato di essere il mandante ideale dei terroristi che dal ’93 seminano in Aistrua lettere-bomba. Capelli biondi, occhi azzurri e abbronzatissimo in tutte le stagioni, veste solo griffe. Voci anche sulla sua presunta omosessualistà. Appassionato di calcio e tifoso del Casino Grak di Graz (il presidente della squadra, Harold Fischl, è stato deputato con lui al Parlamento di Vienna fino a pochi anni fa), è stato recentemente a San Siro per seguire la partita di Coppa Uefa fra la sua squadra e l’Inter. Si è presentato con la maglietta polo e scarpe da tennis, cappello a visiera del suo movimento, con impressa la J, iniziale del suo nome. Fra le amicizie di Haider in Europa quella con Umberto Bossi. Nel 1993, nel manifesto del regionalismo etnocentrico "Europa der Regionem", pubblicato a Graz, c’erano un’intervista ad Haider e un saggio di Bossi. La vittoria di Haider è importante perché mostra un cambiamento di umori nel paese: al referendum per l’adesione all’Unione europea tenutosi nel giugno del ’94 dissero di sì il 66% degli austriaci e il paese entrò infatti a far parte dell’Ue e il 1° gennaio del ’95. Haider ha vinto invece con una campagna anti-Maastricht che ha fatto leva sullo scontento per le misure di risparmio (tagli alle spese sociali e aumenti di tasse) adottate dal governo nella primavera scorsa per far quadrare i conti in vista dell’ingresso nell’unione monetaria (l’Austria ha quasi tutti i parametri giusti).