Lorenzo Soria, La Stampa, 24/10/1996; Silvia Bizio, la Repubblica, 24/10/1996., 24 ottobre 1996
Modo con cui Woody Allen concepisce le sue sceneggiature: ogni volta che gli viene in mente un’idea, dovunque sia, la scrive su un pezzettino di carta che poi butta in un cassetto
Modo con cui Woody Allen concepisce le sue sceneggiature: ogni volta che gli viene in mente un’idea, dovunque sia, la scrive su un pezzettino di carta che poi butta in un cassetto. Arrivato il momento, apre il cassetto, rilegge i bigliettini, ne butta alcuni, su altri si mette a pensare, quindi si chiude in camera per giorni e giorni e non fa altro che scrivere. Bello? «No, è il periodo peggiore della mia vita». Niente computer, adopera una macchina da scrivere comprata a sedici anni per 40 dollari (adesso ne ha 61). Finito un film lo detesta: «Sento sempre che non ho realizzato quello che volevo. Quando ho finito "Manhattan" ho chiesto alla produzione di ricomprarlo pur di non farlo uscire, e invece è stato un gran successo. Perdo ogni senso della prospettiva. Non rivedo mai i miei film, perché è una cosa estremamente dolorosa». Ancora Allen: «L’unico ostacolo tra me e la grandezza sono io».