Piero Fachin, Il Giorno, 22/10/1996, 22 ottobre 1996
La diossina determina il sesso dei nascituri e fa nascere molte più femmine che maschi, come ha scoperto il professor Paolo Mocarelli che da vent’anni indaga sulle conseguenze dell’incidente all’Icmesa di Seveso (10 luglio del ’76: la gente del posto respirò per molti giorni la diossina del tipo 2,3,7,8 Tcdd, la più pericolosa)
La diossina determina il sesso dei nascituri e fa nascere molte più femmine che maschi, come ha scoperto il professor Paolo Mocarelli che da vent’anni indaga sulle conseguenze dell’incidente all’Icmesa di Seveso (10 luglio del ’76: la gente del posto respirò per molti giorni la diossina del tipo 2,3,7,8 Tcdd, la più pericolosa). Esaminate le nascite a Seveso comprese tra l’aprile ’77 (nove mesi dopo l’incidente) e l’84, e confrontati i dati raccolti con la concentrazione di diossina nei tessuti dei genitori, risultò che su 74 nascite da coppie residenti nella zona A (la più contaminata) 48 erano femmine e 26 maschi, contro una norma statistica di 104-106 maschi ogni 100 femmine. Ci sono due ragioni per credere che il fenomeno sia stato provocato dalla diossina: la prima è che dopo l’84 (quando il campione dei genitori aveva ormai smaltito la diossina) la propozione tra neonati maschi e femmine è tornata normale. La seconda che l’inattesa preponderanza del sesso femminile nelle nascite è direttamente proporzionale alla quantità di Tcdd misurata nel sangue dei genitori. Conseguenze della scoperta: dal punto di vista operativo è ora tecnicamente possibile modificare l’incidenza delle nascite nell’uomo e negli animali. Le multinazionali del farmaco hanno già mostrato grande interesse per la scoperta. I problemi etici sono ovviamente enormi.