Stefano Bevacqua, Il Messaggero 27/10/1996, 27 ottobre 1996
La Germania, avendo costruito nel 1990 giganteschi impianti di riciclaggio per i rifiuti, si trova adesso in crisi di spazzatura e con le macchine pericolosamente ferme
La Germania, avendo costruito nel 1990 giganteschi impianti di riciclaggio per i rifiuti, si trova adesso in crisi di spazzatura e con le macchine pericolosamente ferme. Costo di quelle macchine: 50 mila miliardi di marchi. Ministro che le volle ad ogni costo: Toepfer (allora capo del dicastero dell’Ambiente). A quel tempo, la Germania produceva 43 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, ma avviò allora una forte politica di raccolta separata e riciclaggio. A causa di questo, la spazzatura con cui alimentare gli impianti s’è ridotta a 21 milioni di tonnellate. Rimedio: comprare rifiuti all’estero (la Germania li importa infatti dal Brasile). Ecco come vengono utilizzati i rifiuti in Germania: si divide tutto e con quello che avanza si fa il cosidetto "rdf", un combustibile con un potere calorico sufficiente a far girare una turbina e un generatore di corrente; dalla carta si ricava altra carta o cartone, dalle lattine di alluminio altre lattine o infissi anodizzati, dal vetro bottiglie. I vari tipi di plastica hanno diversi impieghi, dai flaconi per detersivi alle felpe di pile. I tedeschi chiamano la spazzatura "mull", dal verbo "mahlen", macinare. Ecco invece la situazione italiana: si producono ogni anno 26 milioni di spazzatura, di questa il 9 per cento viene incenerito, senza che avvenga nessun recupero di calore per la produzione di energia elettrica. La raccolta separata è stata introdotta 9 anni fa: nel ’91 riguardava 361 comuni, e serviva una popolazione di 4 milioni e mezzo di persone. Quest’anno i comuni attivi sono diventati quasi tremila e la popolazione servita sfiora i 30 milioni di abitanti. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state raccolte 28mila tonnellate di bottiglie di plastica, contro le 32mila raccolte in tutto il ’95. Però il mercato potenziale supera le 400mila tonnellate. C’è un grosso divario tra Nord e Sud: in Lombardia si arriva a cinque chilogrammi di plastica per abitante, nel Molise, nel primo semestre ’96, non è stata raccolta nemmeno una bottiglia.