Paola Bottelli, Il Sole 24 ore, 17/10/1996, 17 ottobre 1996
Lamento dei produttori italiani perché alcuni loro modellisti vanno in Spagna a fare i campionari in nero, qualche rappresentante fa addirittura copiare le scarpe
Lamento dei produttori italiani perché alcuni loro modellisti vanno in Spagna a fare i campionari in nero, qualche rappresentante fa addirittura copiare le scarpe. Gli spagnoli stanno dando filo da torcere agli italiani soprattutto nel commercio con i tedeschi. Nel primo trimestre del ’96 i calzaturieri italiani hanno esportato in Germania 25 milioni e 400 mila paia di scarpe, un 6% in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il valore in termini economici è però aumentato: 746,6 miliardi (10 per cento in più), mentre il prezzo medio è cresciuto del 17,3 per cento. La Germania è la principale area di sbocco dell’export italiano di scarpe (quasi 100 milioni di paia l’anno), ma lo mette in crisi con ricarichi che in media sono del 250%. I tedeschi pretendono anche dai produttori uno sconto del 5-10% sul listino in marchi. La flessione ha colpito soprattutto le scarpe con tomaia in gommae materiali diversi (-39%) e quelle in sintetico (-15%). Reggono quelle in pelle e cuoio (+5,4%). Oltre alla concorrenza degli spagnoli gli italiani devono guardarsi da quella degli ungheresi e dei ceki, il cui livello qualitativo è buono.