la Repubblica, 19/11/1996; Ambra Somaschini, la Repubblica, 09/10/1996., 19 novembre 1996
Poliziotti, carabinieri e agenti di scorta hanno provocato troppi incidenti per la smania di correre anche quando non ce n’è bisogno
Poliziotti, carabinieri e agenti di scorta hanno provocato troppi incidenti per la smania di correre anche quando non ce n’è bisogno. Tra gli ultimi: nel maggio scorso, a Roma, un motociclista di 23 anni, Marco Bulgarelli, fu investito a un semaforo dalla vettura di scorta di due magistrati palermitani in trasferta. Nello stesso giorno, sempre a Roma, due persone vennero investite e uccise da una gazzella dei carabinieri. Pochi giorni prima la vettura blindata di un altro magistrato siciliano era stata coinvolta in un incidente. Il 13 luglio scorso, a Locri, in Calabria, l’auto del sostituto procuratore della Dna, Nicola Gratteri, travolse e uccise Giosué Carpentieri, di 25 anni, che stava andando in motorino. Ancora lo scorso 9 ottobre, sempre a Roma, una volante uccise sulla via Casalina una vecchia signora di 84 anni che stava attraversando la strada. I responsabili di questi incidenti se la cavano in genere con pene assai lievi, grazie alla protezione dei corpi a cui appartengono. Le vittime, invece, passano spesso qualche guaio: Gianfranco Malato, messo sotto a Roma lo scorso 8 marzo con conseguente rottura del femore e lunga degenza in ospedale, s’è visto recapitare una multa ad agosto perché l’auto della polizia l’aveva preso durante un inseguimento e lui non stava sulle strisce pedonali.