Ettore Botti, Corriere della Sera, 21/11/1996, 21 novembre 1996
Per entrare a Maastricht gli spagnoli si preparano a privatizzare massiccia. Saranno cedute in blocco le diciassette aziende pubbliche, tranne quelle in crisi che nessuno comprerebbe
Per entrare a Maastricht gli spagnoli si preparano a privatizzare massiccia. Saranno cedute in blocco le diciassette aziende pubbliche, tranne quelle in crisi che nessuno comprerebbe. Saranno privatizzati l’elettricità e i telefoni, gli aerei, i traghetti e il monopolio dei tabacchi. E se arrivano gli stranieri? Il governo dice che è un rischio da correre: il deficit va ridotto da 36 mila a 24 mila miliardi di lire, cioè al tre per cento del Pil. Le vendite saranno scaglionate in vari blocchi, da quelle in programma per il ’97 si prevede di incassare 5.500 miliardi. La Finanziaria spagnola, in discussione al Parlamento con l’opposizione di socialisti e comunisti, lascia quasi invariata la pressione fiscale e si basa sostanzialmente su due capitoli: i tagli e, appunto, le privatizzazioni. I tagli: ministeri dell’Industria e del Lavoro 30 per cento, Ambiente 25, Giustizia e Opere pubbliche 10. Dalla decurtazione degli investimenti su strade, autostrade ecc., si conta di risparmiare 1.800 miliardi. Dalla limatura dei servizi 360. Dal congelamento del salario dei dipendenti pubblici per il ’97: 2.400 miliardi. Quest’ultima è la misura più impopolare, che ha spinto gli statali sul piede di guerra.