Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  dicembre 20 Venerdì calendario

«Sai che diceva Marcello? T’ho sposato perché a casa tua c’era sempre il frigorifero pieno. Tornavamo dal cinema, da fidanzati, e salivamo a mangiare

«Sai che diceva Marcello? T’ho sposato perché a casa tua c’era sempre il frigorifero pieno. Tornavamo dal cinema, da fidanzati, e salivamo a mangiare. Marcello era figlio di un falegname, erano anni duri, il dopoguerra (...) Quarantasei anni di matrimonio. Il segreto? Affetto, amicizia e stima. E una parola magica: abbozzare, sopportare i vizi del maschio italiano. Lui non mi parlava mai delle sue storie, faceva finta di niente. Soltanto quando Caterina rimase incinta, io gli dissi: "Marce’, forse è meglio chiudere, separarci". Ma lui minimizzava, ripeteva sempre che la sua casa era a Roma. Delle sue donne non raccontava volentieri, nascondeva tutto anche negli ultimi anni. A volte erano più gelose loro di me che io di loro. Tanto che alla fine non si decideva e loro lo lasciavano. Io sapevo, ma lui voleva sempre tranquillizzarmi. Diceva anche di quest’ultima compagna: è un’amica, niente di più» (Flora Mastroianni).