Alessandra Rota, la Repubblica, 20/12/1996, 20 dicembre 1996
«Una volta stavamo insieme a New York, passeggiavamo, ma lui era inquieto, nervoso. Ad un certo punto si è fermato di colpo davanti a un grattacielo
«Una volta stavamo insieme a New York, passeggiavamo, ma lui era inquieto, nervoso. Ad un certo punto si è fermato di colpo davanti a un grattacielo. "Guarda lassù, la vedi quella finestra in alto, rettangolare? L’ho fatta modificare io perché ci fosse una vista migliore. Ho arredato tutto l’appartamento e quanto le ho detto, cara è pronto, mi ha lasciato. Non ci è venuta". Era quell’americana, come si chiamava, oddio, confondo i nomi, ecco, sì, Faye Dunaway. "Marcello, ma tu non guardi negli occhi? Da lì si dovrebbe capire quello che pensano, se ti amano"; "ma quali occhi, mi rispose sconsolato, quali occhi... E’ che non ci riesco mai, mi faccio sempre fregare"» (Alberto Sordi a proposito di Marcello Mastroianni).