La Stampa, 21/12/1996, 21 dicembre 1996
«Mastroianni non parlava inglese, perciò ne "La dolce vita" ci capivamo con lo sguardo, senza parole
«Mastroianni non parlava inglese, perciò ne "La dolce vita" ci capivamo con lo sguardo, senza parole. Del resto Fellini non mi aveva dato un copione. Avevo recitato come voleva lui, adeguandomi a Marcello che non usava toni teatrali esagerati ma preferiva la naturalezza, come se il personaggio gli fosse entrato sotto la pelle. La recitazione di Marcello era speciale: veniva dal cuore, dal cervello e dall’anima» (Anita Ekberg).