Remo Urbini, Epoca, 26/05/1996, 26 maggio 1996
Il più giovane detenuto nella storia degli Stati Uniti è un bambino nero di 6 anni, rinchiuso nel carcere di Contra-Costa a Richmond il 22 aprile dell’anno scorso
Il più giovane detenuto nella storia degli Stati Uniti è un bambino nero di 6 anni, rinchiuso nel carcere di Contra-Costa a Richmond il 22 aprile dell’anno scorso. Con due amichetti (due gemelli di 8 anni) era penetrato nella casa di una famiglia messicana e aveva pestato il neonato Ignacio Bermudez, di 4 settimane, spaccandogli la testa e mandandolo in coma per due settimane. Sua cella: un letto, un tavolino, un water. Giocattoli: il Lego e un orsacchiotto. Famiglia: la nonna condannata per spaccio di droga, lo zio, di 17 anni, accusato di aver ucciso un tassista (poi prosciolto), il padre ammazzato per un regolamento di conti nel ’92, a 22 anni. «E’ soltanto un marmocchio», dice di lui l’avvocato difensore Leslie Bialik. Harold Jewett, il giudice: «Abbiamo tutte le prove che questo bimbo è entrato in quella casa per rubare il triciclo, e per farlo ha picchiato a sangue, con pugni e calci e un bastone, un neonato. Credo che lui sapesse che massacrare di botte un neonato è sbagliato...Questo bambino è molto pericoloso, non dovrebbe essere rilasciato». I suoi insegnanti: «Vivace, non cattivo». Alcuni compagni: «Sadico con gli animali, prepotente».