Luca Fazzo, la Repubblica, 05/02/1997; R.M., La Stampa, 05/02/1997, 5 febbraio 1997
Patrizia Reggiani, in carcere perché accusata di aver commissionato l’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci, dice che a San Vittore sta «bene, proprio bene
Patrizia Reggiani, in carcere perché accusata di aver commissionato l’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci, dice che a San Vittore sta «bene, proprio bene. Qui in cella siamo tutte dormiglione, mi faccio delle gran dormite». Indossa una tuta di jersey a fiori, un lungo cardigan di lana pesante, un cappotto lungo con i bordi d’astrakan, e guanti di lana nera perché «l’unico problema è che fa freddo, va a finire che qui dentro mi prendo una polmonite». A differenza delle altre detenute, non porta pantofole o scarpe da ginnastica, ma stivaletti di pelle con dieci centimetri di tacco. Dice che ha nostalgia dei suoi trucchi, «non riesco a stare senza i miei trucchi», potrebbe fare ginnastica «ma non ci sono gli attrezzi e a me il corpo libero mi annoia mortalmente». Mangia poco, «praticamente solo formaggio. Gli altri cibi mi sembrano troppo cotti e troppo conditi. Non si potrebbe avere qualcosa in bianco?». Le compagne di stanza «sono molto brave, mi aiutano a fare il letto, mi fanno da mangiare».