Stefania Marra, Avvenimenti, n. 20, 1997, 10 aprile 2001
Fuori di paradosso, la regola di non usare dati personali se non dietro consenso dell’interessato, per quanto banale e scontata, non ti sembra civile? «E’ una norma giusta ma ai confini della realtà
Fuori di paradosso, la regola di non usare dati personali se non dietro consenso dell’interessato, per quanto banale e scontata, non ti sembra civile? «E’ una norma giusta ma ai confini della realtà. Io ogni sera ripeto il calcolo: la legge impone a chi ha una banca dati di comunicarlo per lettera all’ufficio del Garante. Prendiamo i cinque milioni di persone che hanno una partita Iva. E mettiamo che ciascuno scriva una lettera di due pagine. Cinque milioni per due fanno dieci milioni di pagine. Per leggere due pagine ci vogliono in media quattro minuti, in totale quattrocento anni di lavoro per uomo. Visto che la legge parla di un ufficio del Garante formato da quaranta persone, ci vorranno dieci anni per leggere solo le banche dati dai possessori di partita Iva...» Ma il Garante ha annunciato che saranno diffusi, a pochi soldi e in tabaccheria, floppy disk per l’autocensimento delle banche dati... «Vuoi passare dalla carta alla plastica dei dischetti? Bene, rifacciamo i calcoli: un file pesa dieci grammi che devi moltiplicare per i soliti cinque milioni di titolari Iva. Dunque, parliamo di cinquanta tonnellate di plastica da smaltire nell’ufficio del Garante, il quale, secondo quanto ho letto nella legge, dispone di macchine "da" (e non "per") scrivere e elaboratori. Roba che Rodotà sarà sommerso di carta da qui a non si sa quando...»(Beppe Grillo).