Giuseppe Sarcina, Corriere della Sera, 12/09/1997, 12 settembre 1997
Sul "Corriere della Sera" del 2/9 l’economista Francesco Giavazzi ha suggerito di «rimettere in gioco» i 200 mila miliardi accantonati dalle imprese per il cosiddetto Tfr (trattamento di fine rapporto, le liquidazioni, vedi anche "Il Foglio dei Fogli" 24/3/97)
Sul "Corriere della Sera" del 2/9 l’economista Francesco Giavazzi ha suggerito di «rimettere in gioco» i 200 mila miliardi accantonati dalle imprese per il cosiddetto Tfr (trattamento di fine rapporto, le liquidazioni, vedi anche "Il Foglio dei Fogli" 24/3/97). L’idea è di riversarli «in modo graduale, ad esempio nell’arco di un quinquennio», nei fondi pensioni. Questo avrebbe effetti positivi sul mercato finanziario e una ricaduta sulla trattativa per lo Stato sociale. Il vicepresidente della Confindustria ha definito l’ipotesi «bizzarra e paradossale». I sindacati hanno parlato di idea interessante. Paolo Onofri, coordinatore del documento del governo sullo Stato sociale, trova corretta l’indicazione di Giavazzi ma spiega che il trasferimento dei fondi non potrebbe essere immediato; si potrebbe invece agire sui flussi di denario fresco, quelli che verrano accantonati da oggi in poi. Altro problema dell’operazione: è difficile calcolare quante risorse si possono recuperare nel breve periodo perché i fondi del tfr non sono distribuiti in modo uniforme tra le aziende. Motivo per il quale la Confindustria dovrebbe essere favorevole al provvedimento: potrebbe rimettere in equilibrio il sistema previdenziale ed evitare il rischio di aumento dei contributi a carico delle aziende.