Antonio D’Orrico su Sette 14/2001 a pagina 193., 11 aprile 2001
Secondo il critico americano Harold Bloom, dalle opere di William Shakespeare risulterebbe che il drammaturgo non amava gli avvocati, preferiva il bere al mangiare, aveva tendenze bisessuali e temeva le folle, i tumulti e le autorità
Secondo il critico americano Harold Bloom, dalle opere di William Shakespeare risulterebbe che il drammaturgo non amava gli avvocati, preferiva il bere al mangiare, aveva tendenze bisessuali e temeva le folle, i tumulti e le autorità. La sua segreta aspirazione era conquistare un titolo nobiliare, si vergognava di aver fatto l’attore. Shakespeare considerava mediocre il suo "Re Lear", mentre amava la "Lucrezia violata". Quanto alle sue credenze religiose, Bloom dice di non riuscire a capire se prediligesse il protestantesimo, il cattolicesimo o nessuno dei due.