Corriere della sera, 03/09/1997., 3 settembre 1997
All’istituto di medicina legale dell’università di Roma non disdegnerebbero eventuali assunzioni di donne becchino: «Continuerebbero la tradizione di nostra nonna Assunta - spiega Cesare Signoracci, 58 anni, capotecnico all’obitorio della capitale e rappresentante di una famiglia che da quattro generazioni si tramanda i segreti del mestiere - lei questo lavoro lo faceva già cento anni fa»
All’istituto di medicina legale dell’università di Roma non disdegnerebbero eventuali assunzioni di donne becchino: «Continuerebbero la tradizione di nostra nonna Assunta - spiega Cesare Signoracci, 58 anni, capotecnico all’obitorio della capitale e rappresentante di una famiglia che da quattro generazioni si tramanda i segreti del mestiere - lei questo lavoro lo faceva già cento anni fa». Oggi nell’istituto di medicina legale di Roma ci sono i tre nipoti della signora Assunta: Cesare, Angelo e Massimo. Cesare: «Certo, è un lavoro difficile, all’inizio può fare impressione. Ma poi passa. La puzza, per esempio: è una suggestione. Questo lavoro è anche bello. Ma un punto nero c’è: si guadagna poco».