Felice Cavallaro, Corriere della Sera, 05/11/1997., 5 novembre 1997
Il Consiglio regionale siciliano ha istituito, col voto favorevole di tutti i gruppi politici, un contributo una tantum alle case editrici dell’isola che «riferito alla media dei titoli pubblicati nel triennio 1994-96 non potrà superare i 25 milioni per titolo»
Il Consiglio regionale siciliano ha istituito, col voto favorevole di tutti i gruppi politici, un contributo una tantum alle case editrici dell’isola che «riferito alla media dei titoli pubblicati nel triennio 1994-96 non potrà superare i 25 milioni per titolo». Per i libri d’arte illustrati il contributo è raddoppiato. Condizione necessaria per usufruire della legge: avere debiti. Chi non ne ha non può concorrere al beneficio. Secondo Giorgio Palumbo dell’Associazione editori si tratta di «una legge per ”salvare” chi ha fatto debiti senza pagarli: i Sellerio». Secondo Ivan Cecchini, direttore dell’Aie, « una oggettiva distorsione della concorrenza che danneggia quanti, a fatica, sono riusciti a mantenere i conti in attivo». La Sellerio, che ha debiti per 12 miliardi, sette dei quali col Banco di Sicilia, riceverà un contributo di 3 miliardi.