Viviana Ponchia, Panorama, 27/11/1997., 27 novembre 1997
Al Pinna Pintor di Torino, ospedale privato dov’è stato operato Gianni Agnelli: stanze di trenta metri quadri con un letto d’alluminio, un tavolino con il piano in formica, cinque sedie di finta pelle color carta da zucchero
Al Pinna Pintor di Torino, ospedale privato dov’è stato operato Gianni Agnelli: stanze di trenta metri quadri con un letto d’alluminio, un tavolino con il piano in formica, cinque sedie di finta pelle color carta da zucchero. Nel corridoio il menù del giorno. Martedì 18 novembre, ad esempio: gamberetti olio e limone, insalata tricolore e affettati misti come antipasto; per primo gnocchi al pomodoro, risotto di zucca, pasta e patate in brodo, semolino; per secondo filetti di persico in umido, piccata di vitello alla salvia e involtini di lattuga; come contorno, macedonia di verdure, cipolle gratinate, insalata, purè e flan; per concludere mele al forno e torta di ricotta. Vino: un brachetto delle Langhe imbottigliato appositamente per la clinica (12 mila lire), una birra Moretti (4 mila lire), uno Champagne Taittinger (70 mila). Per il Veuve Cliquot è richiesto il preavviso. Costo giornaliero della permanenza in ospedale: 650 mila lire, consulti specialistici a parte. Clienti della clinica: Cesare Romiti, Carlo De Benedetti, Totò Schillaci, Roberto Baggio, Gianluca Vialli e l’ex sindaco comunista Diego Novelli.