La Stampa-Tuttolibri, 20/11/1997., 20 novembre 1997
«Strano, non si sente un aereo... s’interessano più a Berlino?... non ci capivo niente, ma un po’ alla volta ho afferrato
«Strano, non si sente un aereo... s’interessano più a Berlino?... non ci capivo niente, ma un po’ alla volta ho afferrato... era una città solo di scenari... strade intere di facciate, crollati tutti gli interni, inghiottiti giù nelle buche... tutto no, ma quasi... a Hiroshima, pare, è molto più pulito, lindo, rasato... anche il servizio bombardamenti è una scienza, non era ancora perfezionata... qui i due lati della strada potevano ancora dare l’illusione... persiane chiuse, il fatto piuttosto curioso poi è che su ogni marciapiede, tutte le macerie, travi, tegole, camini, stavano accatastate, impeccabilmente, mica in montarozzi qualunque, ogni casa aveva le sue rovine davanti alla porta, alte uno, due pini... e rovine numerate!... metti che la guerra finisce domani, su due piedi... gli ci voglion otto giorni per rimettere tutto a posto» (Louis-Ferdinand Destouches, Céline, Giuseppe Culicchia).