Franco Carlini, il manifesto, 28/11/1997., 28 novembre 1997
Risultati delle ricerche di alcuni economisti del Centro per la Tecnologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra: analizzando i costi e il consumo di energia del riciclo della carta o della sua distruzione negli inceneritori, risulta più conveniente distruggere che riciclare (due terzi della carta di scarto bruciata, un terzo al compostaggio o alle discariche)
Risultati delle ricerche di alcuni economisti del Centro per la Tecnologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra: analizzando i costi e il consumo di energia del riciclo della carta o della sua distruzione negli inceneritori, risulta più conveniente distruggere che riciclare (due terzi della carta di scarto bruciata, un terzo al compostaggio o alle discariche). L’anidride carbonica emessa dagli inceneritori verrà metabolizzata dai nuovi alberi che saranno piantati per continuare la produzione di carta in assenza di riciclo. Ciò perché solo l’uno per cento della carta prodotta nel mondo proviene da foreste vergini, il resto è frutto di piantagioni industriali che alimentano le cartiere e che necessariamente vengono costantemente ricostituite. Risultato: per ogni tonnellata di carta bruciata in Inghilterra si avrebbe una riduzione dell’anidiride carbonica nell’atmosfera pari a 300 chili. Inoltre gran parte degli impianti che producono carta usando alberi non sono alimentati a petrolio ma con frammenti di legno e cortecce.